Cereali febbraio 22, 2016

Chia, i preziosi semi dalle origini antiche

Cereali febbraio 22, 2016

Chia, i preziosi semi dalle origini antiche

Originari dell’America centrale, i semi di chia erano un alimento fondamentale nella dieta quotidiana delle civiltà precolombiane che attribuivano a questa semenza influssi magici ed esoterici.

 

Salvia Hispanica

I semi di chia derivano dalla pianta Salvia Hispanica, nativa del Guatemala e del Messico Centrale. Carolus Linnaeus, intorno alla seconda metà del ‘700 assegnò a questa pianta il nome “hispanica” per chiarire la confusione che aleggiava intorno al nome scientifico “Salvia”. Infatti, si era soliti chiamare lo stesso vegetale con terminologia diversa come se si trattasse di specie differenti: per questo, il botanico Linnaeus nominò con il termine hispanica la pianta da cui si originano i semini neri.

 

Semi di chia, da alimento prezioso a proibito

Per gli aztechi questi semi erano quasi sacri, tant’è che erano versati come tributo dalla popolazione all’impero azteco. Durante le celebrazioni religiose erano offerti agli Dei per ottenere il loro favore.

Un’antica leggenda dice che i guerrieri mangiavano questi pregiati semi prima di andare in battaglia per trarre la forza necessaria per affrontare i nemici.

“Chia”, infatti, in lingua azteca vuol dire “forza”

Gli influssi magici attribuiti a questi semi speciali spaventarono i Conquistadores a tal punto che Cortes ne vietò la coltivazione e bruciò addirittura i raccolti e le riserve, salvo poi diffonderli in Spagna. In questo modo gli spagnoli soppiantarono la coltivazione della chia con quella del frumento, dell’orzo e delle carote per soddisfare anche le richieste provenienti dall’Europa.

La semenza sparì quasi del tutto dai territori americani, ad eccezione di piccole zone di montagna. Gli spagnoli salvarono solo il mais e i fagioli, cancellando ogni traccia della chia.

In Spagna, tuttavia, il clima e il suolo favorevoli permisero la diffusione di questa pianta, che divenne un’alimento molto consumato anche nel vecchio continente.

 

La riscoperta negli anni ’90

Nel 1991, un programma di sviluppo avviato in Argentina del Nord, Perù e Colombia, che aveva l’obiettivo di migliorare la salute dell’uomo, riportò in auge il consumo dei semi di chia, introducendoli nelle diete. Le alte proprietà nutrizionali favoriscono il benessere psico-fisico rendendoli un alimento prezioso per il nostro organismo.

 

 

Fonte: Semidichia.com