Cultura & Società luglio 31, 2017

Perdersi in un labirinto di mais…

Cultura & Società luglio 31, 2017

Perdersi in un labirinto di mais…

Dicesi “Land art”…

Una forma d’arte contemporanea, nata negli USA tra il 1967 e 1978, come atto di protesta alla Pop Art e Minimal Art. Ciò che la contraddistingue è l’intervento dell’artista direttamente sul territorio naturale e il carattere tipicamente effimero.

Le opere maggiormente apprezzate consistono in realizzazioni scultoree, con forme geometriche, in luoghi aperti come laghi, praterie e deserti, con lo scopo di evidenziare il sublime naturale, in contrasto con l’artificialità e fredda monumentalità delle città.

Queste opere vogliono documentare il modo in cui il tempo e la Natura mutano gli oggetti e i gesti; sono frutto di un atteggiamento critico e manifestano un senso di protezione nei confronti dei paesaggi naturali.

Uno tra i più famosi artisti della Land Art è Christo, che ha realizzato la famosa passerella sul lago di Iseo, con cui il visitatore ha l’illusione di camminare sull’acqua.

 

Il labirinto di mais al Castello di Piovera

Il Castello, costruito intorno al 1400 nella campagna di Alessandria, è di proprietà di Alessandro Calvi, che ha deciso di creare una vera e propria opera d’arte nella sua proprietà.

Ha installato infatti il primo labirinto biologico del Piemonte, trasformando i campi di mais in un magnifico labirinto formato da 589.000 chicchi di mais. L’incarico è stato affidato al Conte Niccolò Calvi di Bergolo, padre di Alessandro, che alla veneranda età di 80 anni, si è cimentato nell’impresa, il tutto con la supervisione tecnica dell’architetto Elisabetta Baldi di Pontecurone.

Il risultato dell’opera è strabiliante, un percorso creato all’interno di campi di mais che cambierà nel corso del tempo, modificando colori e dimensioni. Il labirinto è aperto al pubblico fino al 30 settembre dal venerdì alla domenica, dalle 15 alle 23. Dal 1 Ottobre il mais verrà trebbiato con la conseguente fine del labirinto, che verrà riproposto l’anno prossimo.

 

Fonte: siviaggia.it